Un artista, quattro continenti
«Oggi Pasquale Iannone conta tra i pianisti che “sanno” non soltanto suonare ed interpretare, ma affrontare altresì le pagine più ardue del repertorio virtuosistico.» — Aldo Ciccolini
Concertista e didatta, Pasquale Iannone appartiene a quella cerchia di pianisti che — nelle parole di Aldo Ciccolini, suo maestro e compagno di tastiera nel Concerto per due pianoforti di Poulenc — «“sanno” non soltanto suonare ed interpretare, ma affrontare altresì le pagine più ardue del repertorio virtuosistico».
La sua attività lo ha portato nelle principali sale da concerto di quattro continenti — dalla Carnegie Hall di New York alla Sala Verdi di Milano, dalla Kumho Recital Hall di Seoul alla Herkulessaal di Monaco di Baviera, dalla Salle Cortot di Parigi al Concertgebouw — esibendosi in recital e come solista con orchestra in Italia, Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Spagna, Belgio, Romania, Turchia, Corea del Sud, Sud Africa, Venezuela, Messico, Inghilterra e Scozia. Ha suonato con formazioni quali la Utah Symphony Orchestra, il New England Symphonic Ensemble, la Nordwestdeutsche Philharmonie, la Württembergische Philharmonie Reutlingen, la Wiener Kammersymphonie, l'Orquesta Sinfónica del Estado de México e l'Orchestra "A. Scarlatti" di Napoli, sotto la direzione di maestri come Gianandrea Noseda, Jorge Mester, Ola Rudner, Ivan Meylemans, Franco Caracciolo e Flavio Emilio Scogna.
Il suo nome è legato a un repertorio di rara ambizione virtuosistica: accanto ai grandi classici, Iannone ha riportato in sala pagine quasi scomparse dai programmi concertistici — il Concerto di Moszkowski (op. 59) e quello di Scharwenka (n. 4), la trascrizione lisztiana della Settima Sinfonia di Beethoven, «Les Préludes», le grandi parafrasi straussiane di Moritz Rosenthal — all'interno di un repertorio di ampio respiro che spazia dai classici viennesi al pieno romanticismo, da Mozart e Beethoven a Brahms, Chopin e Rachmaninov. Tra i suoi traguardi figurano il debutto alla Carnegie Hall e in Giappone, le tournée in Germania e in Cina, i debutti in Turchia con la Wiener Kammersymphonie, in Messico, in Bulgaria con il Quinto Concerto di Beethoven e in Portogallo con il Secondo di Rachmaninov, oltre al debutto alla Biennale Musica di Venezia.
Diplomato al Conservatorio "Piccinni" di Bari e al Royal College of Music di Londra, è stato premiato in prestigiose competizioni internazionali — il "Casella" di Napoli, lo "Zecchi" di Roma, il "Gina Bachauer" di Salt Lake City, il "New Orleans" e la "Web Concert Hall" negli Stati Uniti — e ha ricevuto il Premio Internazionale "Foyer" al Teatro dell'Opera di Roma.
Didatta di riferimento internazionale, ha formato allievi affermatisi nei più importanti concorsi del mondo — da Busoni a Cleveland, da Hilton Head all'Arthur Rubinstein di Tel Aviv, fino al Gurwitz di San Antonio — ed è regolarmente chiamato nelle giurie internazionali, dal "Gina Bachauer" al "Franz Liszt" di Weimar. È fondatore e direttore artistico del Barletta Piano Festival e dell'Associazione Amici della Musica "M. Giuliani". Nel 2024 ha debuttato come direttore d'orchestra.